ANCONA- Il parcheggio visitatori dell’ospedale regionale di Torrette usato per fare cassa con un aumento del 128% della tariffa mattutina e la cancellazione della sosta gratis al pomeriggio e di notte. I tagli derivanti dalla manovra del governo, che porteranno meno risorse alle Regioni e quindi alla sanità pubblica, pagati anche dai cittadini che si recano in ospedale non per divertirsi. Le nuove tariffe per la sosta in ospedale, che saranno in vigore a partire da lunedì prossimo, e la decisione presa dagli Ospedali Riuniti di rinunciare ad attivare un bus navetta che avrebbe collegato i quartieri nuovi, le Brecce Bianche e il Piano direttamente alla cittadella ospedaliera, riaccendono la protesta delle associazioni dei consumatori. E non bastano gli abbonamenti settimanali (28 euro per tutto il giorno, 26 euro per la fascia oraria 7-14, 16 euro dalle 14 alle 22 e 13 euro dalle 22 alle 7), stabiliti dal direttore generale Gino Tosolini, per alleggerire la stangata servita ai cittadini. Un vero salasso da pagare all’uscita dell’ospedale.
“E’ un aumento vergognoso e ingiustificabile. Così si specula sulla sofferenza delle persone. Per questo stiamo seriamente pensando di segnalarlo all’Antitrust”, sentenzia Silvana Sentinelli dell’Adiconsum che rincara la dose. “L’avevamo detto a suo tempo e lo ribadiamo: è inaccettabile che si possa lucrare sulla salute delle persone. L’ospedale non è uno stadio o un parco giochi dove ci si va per divertirsi. Chi si reca in ospedale lo fa per necessità e spesso è costretto a utilizzare l’auto perchè deve accompagnare persone anziane che hanno problemi di deambulazione”. Non solo. “Il fatto che, nonostante i rincari, non sarà più attivato il servizio di bus navetta, fa pensare che quell’annuncio fatto a fine maggio dalla direzione generale dell’azienda sia stato solo un pretesto per indorare la pillola”, rimarca Marina Marozzi dell’Adoc.
Un balzello pesante, seppure i rincari siano stati ritoccati in ribasso dall’azienda ospedaliera rispetto alle tariffe annunciate a suo tempo che crearono un vespaio di polemiche. Ma sempre ancora più elevate rispetto ai 35 centesimi all’ora che si pagano oggi soltanto tra le 7 e le 14. Così la tariffa oraria 7-14 è scesa da 1 euro a 80 centesimi, quella della fascia oraria 14-19 è passata da 70 a 50 centesimi e quella della fascia 19-7 è scesa da 50 a 20 centesimi. Confermata la sosta gratuita alla domenica e nei giorni festivi, ma anche per disabili e donatori di sangue. L’unica consolazione riguarda gli utenti che assistono di notte i pazienti ricoverati: non pagheranno la sosta grazie a un permesso rilasciato dall’azienda. “Una magra consolazione - puntualizza Santinelli dell’Adiconsum -. Di fatto per i cittadini si tratta soltanto di 2 euro e 40 centesimi al giorno in meno da pagare. E, guarda caso, riguarda solo la notte, quando l’afflusso in ospedale è decisamente minore. La verità è che l’aumento delle tariffe di sosta senza pensare a interventi strutturali, come potrebbe essere la creazione di un bus navetta specifico, serve solo a fare cassa”.
Tanto più che si tratta di un ospedale che registra un’affluenza quotidiana media di 10 mila presenze, “con una mobilità che non è solo provinciale ma regionale”, rimarca la Sentinelli. Invece degli aumenti, secondo Marozzi dell’Adoc, “sarebbe stato meglio pensare a a una ristrutturazione diversa dei servizi. Distribuendo anche al pomeriggio le visite di diagnostica e nei poliambulatori, l’impatto del traffico al mattino sarebbe minore”. (Mirco Donati)
Tratto da il Corriere Adriatico – Edizione 28 Luglio 2010
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