Chi
siamo |
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Il progetto "Le Marche
Informate" costituisce uno dei momenti
informativi destinati ai consumatori
marchigiani.
Il progetto è finanziato dal Ministero
alle Attività Produttive
e dalla
Regione Marche
ed è realizzato dall'Adoc
, l'Associazione per la Difesa e l'Orientamento
dei Consumatori e dall'MDC,
il Movimento per la Difesa dei Cittadini.
...oltre a questo
spazio web, il progetto comprende anche la
realizzazione di un opuscolo cartaceo e
di una trasmissione televisiva, in onda su TV
Centro Marche il
sabato alle 19,45, con cadenza quindicinale.
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Obiettivi |
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L'obiettivo è quello di
approfondire le diverse problematiche che ogni
giorno i consumatori si trovano ad affrontare,
in quanto fruitori di beni o servizi, ma anche
valorizzare iniziative che si svolgono sul
territorio e fornire risposte a casi concreti,
segnalati dagli stessi consumatori attraverso
gli indirizzi
e-mail:
adoc.ancona@virgilio.it
ancona@mdc.it |
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L' UE abroga
l ' obbligo di indicare la provenienza degli alimenti sulle
etichette
"La
recente scelta dell’Unione Europea di abrogare l’obbligo di
indicazione sull’etichetta dei prodotti alimentari del luogo
d’origine non è stata gradita dai consumatori italiani
-dichiara Micaela girardi dell'MDC-.
"Fortunatamente, però, alcuni prodotti hanno già un obbligo
specifico di etichettatura d’origine, come la carne bovina,
i prodotti ittici, il latte fresco, la passata di pomodoro".
"Quest’ultimo è un esempio virtuoso, poiché l’importazione
di pomodoro conservato proveniente dalla Cina è crollata dal
2005 al 2006 di circa il 40%, da quando è entrato in vigore
l’obbligo di indicare la provenienza del pomodoro che veniva
utilizzato per essere miscelato con quello italiano e poi
venduto come “made in Italy”.
"Purtroppo però, -continua Micaela Girardi- la spesa
alimentare italiana è ancora per la metà destinata a
prodotti anonimi, così è ancora possibile vendere, ad
esempio, prosciutti ottenuti da maiali allevati in Olanda o
in Danimarca come prosciutti “made in Italy” o olio di oliva
ottenuto da olive provenienti da Spagna, Grecia o Tunisia.
"Le associazioni dei consumatori invitano i produttori a
introdurre spontaneamente in etichetta l’origine del
prodotto, cosa che favorirebbe la vendita dei prodotti
italiani”.
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